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Angelo Chielli, Sabin Drăgulin: Come nacque la collana Biblioteca gramsciana. In memoriam Vito Buono (1954-2017)

Come solo un dicembre a Bucarest sa essere, meravigliosamente freddo, con un sottile nevischio e così carico di fascino e di atmosfere natalizie.

Se tutto è osservato dalle ampie vetrate della sala dell’Hotel Capitol e dinanzi ad una gustosa colazione, ogni particolare risulta amplificato nella sua bellezza. Fu in questo festoso clima che noi, il prof. Sabin Dragulin, storico e studioso di scienze politiche, ed il prof. Angelo Chielli, studioso e lettore affascinato dell’opera del pensatore sardo, insieme alla dott.sa Ioana Cristea Dragulin, fresca dottoressa di ricerca con una tesi su Antonio Gramsci, al prof. Guido Liguori, tra i massimi esperti al mondo del pensiero gramsciano e al dott. Vito Buono, Direttore amministrativo del Dipartimento di Scienze Politiche dell’università Aldo Moro di Bari, decidemmo così, quasi per una scommessa, di dare vita ad una collana di studi gramsciani in lingua romena. La sollecitazione fu merito principalmente dal prof. Dragulin ma il sostegno più convinto fu espresso dal dott. Buono. La sua capacità organizzativa e il suo intuito culturale colsero immediatamente che vi era, in Romania, un contesto intelettuale che avrebbe favorevolmente accolto una simile iniziativa. Nonostante Gramsci potesse rievocare un passato triste e non ancora del tutto dimenticato, nonostante il pensiero marxista non goda, in Romania, di grande interesse, nonostante l’opera più famosa di Gramsci, i Quaderni dal carcere, per la loro frammentarietà, siano di non facile lettura, nonostante e ancora nonostante.

Molto gramscianamente, Vito ai nostri nonostante oppose un forte ottimismo della volontà. Anche alle nostre obiezioni economiche rispose con un sorriso bonario e accattivante, come solo un gentiluomo del sud  sa fare, rammentandoci che avremmo vinto ogni difficoltà. Iniziate, ci incalzò e immediatamente stilò un programma fatto di traduzioni, relazioni, costi, date, scadenze. Nacque, tra un caffè (in verità più caffè, Vito ne era un raffinato estimatore) ed una brioche il progetto esecutivo di una collana editoriale di cui spesso avevamo fantasticato ma di cui mai avremmo sperato che potesse realizzarsi in un così breve lasso di tempo: lo spazio di una colazione.

Ma Vito era così: la sua mente non sopportava il vuoto, nel suo motus animi continuus pensare era già fare, azione. Nulla vi era, nella sua personalità, di quella „oziosità” levantina che tanta letteratura di maniera attribuisce ai pugliesi. La sua visione dell’attività di direzione e amministrazione era, in realtà, una concezione complessa, consapevole della inerzia, propria di ogni burocrazia, ma avendo anche ben chiaro l’obiettivo che, nello specifico, un Dipartimento universitario deve perseguire. Diciamolo chiaramente, Vito aveva una prospettiva politica (ed usiamo questo termine nel senso in cui Vito lo intendeva cioè come suprema attività umana) della propria funzione amministrativa, ruolo attivo di supporto e stimolo alla didattica e alla ricerca e non certo di una pura e semplice esecuzione. Ciò gli consentiva intuizioni che altri non avrebbero mai avuto ed iniziative che altri  non avrebbero mai osato intraprendere. Per Vito la macchina amministrativa non è solo un insieme di regole e norme. E’ molto di più, è relazione, rapporti tra individui, individuazione di un „comune” che attraversa tutti i componenti di una comunità che è tale solo in questa condivisione.

Il nostro progetto si articolava in diverse fasi:
–   identificare una casa editrice disposta a pubblicare una collana dedicata ad Antonio Gramsci; stilare un elenco di 5 proposte editoriali da sottoporre  alla casa editrice e da pubblicare con il sostegno finanziario del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Aldo Moro di Bari; qui il ruolo di Vito è stato determinante;
–   programmazione di una serie di volumi da pubblicare negli anni a seguire dedicati al lavoro e alla personalità di Gramsci.

Ed eccoci al lavoro si qui realizato.

Il primo volume, edito nel 2015, fu un’antologia di scritti giovanili di Gramsci tradotti, per la prima volta, in lingua romena. Il volume, curato da Guido Liguori e Sabin Dragulin, intitolato Scritii (1914-1926) e tradotto da Ioana Cristea Dragulin, ha inaugurato la collana Biblioteca Gramsciana, allestita presso la casa editrice Adenium di Iasi. Il comitato scientifico è composto da: Vito Buono (Centro di ricerca interdisciplinare per gli studi Gramsciani, Università degli Studi di Bari, Aldo Moro), Ioana Cristea Dragulin – la prima ricercatrice, dopo la caduta del regime di Ceaușescu, ad occuparsi di Gramsci in Romania, Lea Durante, Laura Mitarotondo, Silvio Suppa e Angelo Chielli (Università degli Studi di Bari, Aldo Moro), Angelo D’Orsi (Università degli Studi di Torino), Guido Liguori (Università della Calabria, presidente della International Gramsci Society, Italia). Il coordinatore della collana è Sabin Dragulin.

Il secondo volume della collana è stato un saggio scritto da Ioana Cristea Dragulin, La creazione dello Stato italiano nella visione di Antonio Gramsci, pubblicato nel 2016

Il terzo volume ha aperto la fase di pubblicazione degli Quaderni del carcere. Il professor Angelo Chielli ha curato il Quaderno 10. La filosofia di Benedetto Croce, tradotta da Sabin Dragulin, edito sempre nel 2016.

L’ultimo volume sinora pubblicato (2017) è stato il Quaderno 22. Americanismo e fordismo, curato del professor Silvio Suppa e tradotto Sabin Dragulin.

L’anno 2018 sarà, così ci auguriamo, il più fruttuoso. Nel mese di febbraio, uscirà  il quinto volume della collana, il Quaderno 19. Il Risorgimento curato e tradotto da Ioana Cristea Dragulin. Questo volume, la dott.ssa Ioana Cristea Dragulin ha voluto dedicarlo alla memoria del dott. Vito Buono il cui aiuto e sostegno è stato prezioso e determinante durante il periodo di dottorato trascorso a Bari. Nei tre anni di dottorato Vito ha messo a disposizione della dott.ssa Cristea Dragulin e del prof Dragulin tutto il materiale bibliografico, presente nell’ateneo, necessario alla compilazione della tesi di dottorato, facilitato il contatto con gli studiosi baresi di Gramsci, favorito la partecipazione a convegni, conferenze, sessioni di comunicazione, scuole estive, mostre, ecc, che hanno avuto come  tema la vita e l’opera di Antonio Gramsci.

–   la terza fase prevedeva l’avvio di una collaborazione tra l’Università di Bari e l’Università di Bucarest per l’organizzazione di una conferenza internazionale, da svolgersi nel 2017, dedicata al pensiero di Gramsci in occasione dell’80 ° anniversario della morte del pensatore sardo. Purtroppo, l’improvvisa scomparsa del dott. Vito Buono ha bloccato il completamento delle procedure per l’organizzazione di questa conferenza.

Tuttavia, l’inestimabile aiuto offerto nei primi anni ha iniziato a dare i suoi frutti. L’alto livello accademico delle opere e delle traduzioni pubblicate ha consentito di accedere, dopo una accurata selezione, ai finanziamenti messi a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri italiano,  dedicati alla traduzione di opere di elevato  rilievo della cultura italiana in lingua romena. Il Ministero degli Affari Esteri attraverso l’Istituto Culturale „Vito Graso” di Bucarest ha fornito un cofinanziamento per la traduzione e la cura di altri tre Quaderni Gramsci:
–   Quaderno 11. Introduzione allo studio della filosofia, curato da Angelo Chielli e Sabin Dragulin;
–   Quaderno 12. Appunti e note sparse per un gruppo di saggi sulla storia di intelletuali, curato da Giuseppe Cascione;
–   Quaderno 13. Noterelle sulla politica del Machiavelli, curato da Guido Liguori.

Questo è il prezioso lascito del dott. Vito Buono. Senza il suo sostegno spirituale e materiale questa iniziativa non avrebbe mai potuto realizzarsi. Riteniamo giusto e doveroso continuare questo lavoro in sua memoria.

La scomparsa di Vito ci ha privato di un maestro e di un amico. Un amico anche della Romania, terra che  amava ed in  cui ritornava ogni volta che poteva.

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Despre Sabin Daniel Dragulin

Sabin Daniel Drăgulin s-a născut în anul 1973 în localitatea București. Este profesor universitar doctor în cadrul Facultății de Științe Politice și Administrative al Universității „Petre Andrei ” din Iași. Din anul 2017 este redactor-șef al Revistei de cultură și [...]

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